Tracce di vita

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Traccia 44: Love of my life, by Queen

di Cristiano Varvelli

Quando sei al mare e hai 19 anni compiuti da un paio di giorni, la fortuna di avere un gruppo affiatato da frequentare e un sacco di tempo per divertirsi, le giornate paiono tutte stupendamente identiche.
Eppure quel giorno di quattro anni fa lo ricordo perfettamente perchè forse per la prima volta realizzai che la mia vita aveva raggiunto lo spartiacque dettato dal superamento della maturità.

Avevo appena finito il liceo e nella mia testa vedevo solo una via percorribile, ovvero proseguire gli studi iniziando la facoltà di Medicina.
Come capita ormai da 15 anni, una fetta delle mie vacanze estive viene trascorsa a Laigueglia, che posso considerare un po’ come un nido pascoliano di divertimento, sbronze epiche e dolci ricordi da portare…

Traccia 43: I Was A Teenage Hand Model, by Queens Of The Stone Age

di Matteo Roveretto
Questa traccia di vita non riguarda un ricordo. Sono una somma di immagini mentali, più alcuni pensieri, che si sono impossessati della tastiera di questo Acer malconcio quando questo pezzo è iniziato.

Forse mi trovo nella mia stanzetta – dico forse perchè non riesco ad aprire bene gli occhi. Cos’è successo ieri sera? Sono ancora in Messico? Sta per spuntare el Sol. Ho la bocca impastata, molto secca e l’odore che lascia passare non mi piace per niente. Potrebbe essere un inizio: potrei capire dall’alito dove sono stato e cosa ho fatto questa notte, ma è assurdo pensarlo. Vicino l’occhio destro ho tre buchini, come se mi avessero infilzato con una forchetta, e ho uno strano prurito al collo, come se non ci fosse più la collanina…

Traccia 42: Don’t look back in anger, by Oasis

di Alice Gherardini
Sono sempre stata convinta che la musica salvasse la vita, che convogliasse le emozioni e aiutasse ad esternarle qualora ci fosse stata una timidezza di fondo o una difficoltà di aprirsi al mondo circostante.
Le persone che mi circondano hanno imparato a conoscermi tramite la mia musica: tutto potrebbe essere inserito in un cd, le canzoni dei giorni tristi, quelle dei giorni che vivrei ancora mille volte, e ascoltandole la gente riuscirebbe a comprendere la vera essenza di me, ad ascoltare i miei silenzi che urlano e le mie urla che fanno silenzio.
Pubblicata come ultimo estratto da “(what’s the story)morning glory, ho sempre pensato che “Don’t look back in anger” fosse una canzone troppo inflazionata, la preferita di coloro che dicevano di conoscere gli…

Traccia 41: Dance the night away, by Van Hallen

di Alessandro Ausano
Dance the night away…Ballare tutta la notte! Si, lo so’, le canzoni inglesi non vanno tradotte se no, perdono tutto il loro fascino. O meglio, perdono il significato che, quelli come me, “danno” ad una canzone perché non conoscono bene la lingua!
Ho voluto tradurre il titolo per facilitare le cose e motivare la scelta di questa canzone. Chi di voi ha visto “Mission to mars”? Io si! Un gran bel film se, come me sei un gran appassionato di fantascienza e di voli spaziali. Ma anche un romanticone!
Durante il viaggio, in una delle lunghe giornate nello spazio dove c’è ben poco da fare e i protagonisti (4 uomini di equipaggio) si annoiano; all’improvviso qualcuno accende lo stereo e inizia a scorrere le tracce,…

Traccia 40: Parlami della tua gioventù, by L’Orso

di Nicola Gaddi
Molti di noi hanno sempre cercato di interpretare il mondo e le cose che ci circondano tramite la musica, così come gli “Inetti a vivere” di Svevo facevano con la letteratura e l’arte.
Ritengo questa traccia dunque, un’ importante occasione per raccontarvi di quella volta, in cui ho conosciuto L’Orso a Barcellona e di come quel piccolo grande gruppo del milanese si sia insediato nella mia vita, diventando la colonna sonora perfetta per questo periodo di maturità, stress e post-adolescenza. Ed infatti proprio come in una “Campagna militare adolescenziale”, sto marciando verso il mio futuro, quello incerto, instabile, intermittente, quello che pian piano si è portato via i pomeriggi assolati d’estate, lasciandomi nelle mani soltanto la mia testa, perso nella miriade di scelte difficili che a…

Traccia 39: I bet you look good on the dancefloor, by Arctic Monkeys

di Bruno Barbonaglia
Mi ero ripromesso che in trace di vita non avrei mai parlato di politica e di calcio. Ecco, facciamo un’eccezione. Parliamo di calcio, parliamo di Inter. Io sono interista, da sempre, e grazie all’Inter ho imparato a vivere. Mi spiego meglio. La vita è fatta di sali e scendi, di tanti calci in culo e di qualche sorriso. Bene per gli interisti che come me sono nati nel 1984 e hanno iniziato a seguire attivamente il calcio nei primi anni novanta diciamo che sono stati anni difficili, molto difficili, fatti di sogni clamorosi, come Ronaldo, mai divenuti realtà. Lo scudetto era lì a pochi metri da noi, ma non lo vincevamo mai. Esultavano sempre i miei compagni di classe delle medie, e poi quelli delle superiori. Un’agonia,…

Traccia 38: La Crisi, by Bluvertigo

di Leonardo Follieri
Solo batteria per una misura, poi comincia anche il basso, poi inizia il riff di chitarra inconfondibile e poi e poi e poi…
“La crisi” dei Bluvertigo rappresenta quasi un mondo per me. Nel ’99, quando uscì, la ascoltai per la prima volta su Video Italia, mentre giocavo con il telecomando di Stream (pay-tv di quel periodo che mio padre decise di regalare a tutta la famiglia per seguire i film in prima visione e le partite di calcio). Il videoclip è sicuramente molto particolare, ma io rimasi colpito dal pezzo in sé. Rimasi folgorato dalla capacità di Morgan e soci di spiegare “La crisi” con quella musica e con quel testo. Dopo averla ascoltata, la feci diventare inconsapevolmente una traccia di vita, perché la fissai…

Traccia 37: Hey Jude, by The Beatles

di Ornella Steca
Un applauso qua e là.
Mani che si muovono, sbattono l’una contro l’altra, mani che sembrano figlie di una corrente selvaggia in un frastuono dissolto, lontano e impercettibile, delicato.
Si chiude il sipario e non rimane altro che il vuoto. Ciò che ha avuto luogo finora nel gioco delle parti non è stato altro che pura illusione. Veronica lo sa bene. Si guarda attorno lentamente, si aggiusta la sciarpa verde, la prende con cura tra le sue mani sottili ed eleganti e la pone garbatamente sul collo bianco.
Lo spettacolo è finito, si sente appagata, con questo tipo di cose si sente al sicuro ecco perché uscendo e strofinando i suoi vestiti contro quelli della massa che segue l’uscita del teatro, prende il rossetto…

Traccia 36: The death of you and me, by Noel Gallagher

Noel Gallagherdi Mik Trocano
È stato difficile scegliere una canzone per il mio secondo racconto, non perché non ce ne siano altre o perché nessuna di loro è legata ad un qualcosa di preciso, anzi, è che ce ne sono troppe! Vi chiederete perché questa, dato che è uscita da così poco, nemmeno il tempo di accostarla ad un ricordo. Semplice: non sentivo “mia” una canzone da quando ascoltai per la prima volta Don’t Look Back In Anger degli Oasis.
Il nuovo pezzo di Noel Gallagher è arrivato al momento giusto, con la melodia ed il testo perfetto per quello che in questo momento sto vivendo. Così ho deciso di parlarvene.
È stato un inverno particolarmente difficile per me, niente di serio, ma sono quelle piccole cose che non…

Traccia 35: Firestarter, by The Prodigy

Prodigy - Firestarterdi Andrea Saettone
Quindici anni, quasi sedici: troppo giovane per passare tutto il pomeriggio al bar, troppo vecchio per il centro estivo dell’oratorio. E ovviamente troppo sfigato per avere una ragazza.
Era il 1996 ed ogni mio pomeriggio era scandito dalle pause alla fontanella che interrompevano partite massacranti a basket giocate sotto il sole. Erano semplici partitelle, ma le giocavamo con il massimo impegno. Ognuno di noi indossava la replica della canotta di un giocatore NBA, simbolo di qualcosa che sapevamo non avremmo mai raggiunto: c’erano Jordan, Malone, Olajuwon… io “ero” Penny Hardaway.
La mattina, però, quasi mi dimenticavo del basket. C’era qualche libro, i videogiochi (il Super Nintendo!) e ovviamente la musica, rigorosamente straniera: una personale “questione di principio”, tanto estrema quanto insensata come può solo esistere…

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