Martino Codogno

Martino Codogno has written 3 posts for Indiescutibile.IT

Recensione: Death Cab For Cutie – Codes And Keys

Artista: Death Cab for Cutie
Titolo: Codes and Keys
Anno: 2011
Genere: alternative rock

Lente d’ingrandimento: Siamo al traguardo del settimo album per i Death Cab for Cutie, gruppo ormai diventato piuttosto costante ed affidabile almeno a livello compositivo, visto che i recenti trascorsi alcolici del leader Ben Gibbard non sembrano dare ulteriori garanzie.
Dopo il celebre Transatlanticism del 2003, i Death Cab hanno sempre viaggiato su buoni livelli. Anche il penultimo lavoro, Narrow Stairs del 2008, album che tra l’altro ho ascoltato parecchio, ha sicuramente confermato la loro bravura. Più recentemente hanno anche trovato il tempo di consolidare la loro fama in seguito all’uscita del brano “Meet Me on the Equinox”, scritto per la saga di Twilight.
Perfettamente a loro agio sul divano del…

Recensione: Glasvegas – EUPHORIC /// HEARTBREAK \\\

Artista: Glasvegas
Titolo: EUPHORIC /// HEARTBREAK \\\
Anno: 2011
Genere: indie-rock

Lente d’ingrandimento: Mi sono imbattuto nel primo album degli scozzesi Glasvegas un po’ per caso e quando in pochissimi se li filavano. L’album di esordio (l’omonimo Glasvegas del 2008) è stato in effetti piuttosto sorprendente e inaspettato; all’apparenza aveva quell’aria un po’ così, tecnicamente semplice e armonicamente antiquata e con una palpabile tristezza da “mi è morto il gatto proprio cinque minuti fa”. Eppure da subito si son fatti prendere in simpatia, hanno dimostrato una certa originalità e anche la critica europea (soprattutto britannica e scandinava) si è ritrovata presto ad apprezzarli. Ovviamente il difficile viene adesso, cioè quando bisogna costruire un secondo album che vada a confermare tutte le buone premesse, nella speranza che nel…

Recensione: The Pains Of Being Pure At Heart – Belong

Artista: The Pains Of Being Pure At Heart
Titolo: Belong
Anno: 2011
Genere: indie-pop, noise-pop.

Lente d’ingrandimento: Quando mi capita di cercare un gruppo su wikipedia e di non trovare la pagina in italiano, prendo sempre questa cosa come un segno di buon auspicio: c’è la possibilità che stia per arrivare da queste parti qualcosa di diverso, di nuovo, di insolito, o quantomeno si tratta di un gruppo che conoscono in pochi, che per conto mio è spesso un pregio, più che un difetto. Sarà per questo che mi avvio bendisposto ad ascoltare “Belong”, seconda opera ufficiale dei The Pains Of Being Pure At Heart, dopo la prima omonima. Belong è mixato da Alan Moulder, produttore di punta dell’alternative rock degli ultimi anni. Un tizio che ha…