Ciao ragazzi, prima di tutto complimenti da parte di tutta la redazione di Indiescutibile.it per il bel disco e, soprattutto, per la splendida promozione fatta insieme a Repubblica XL. Raccontateci un po’ com’è andata e quali sono i primi feedback di questa iniziativa.
E’ andata con una certa fortunata semplicità: dopo aver terminato la produzione dell’album, per mesi (quasi un anno) ci siamo rotti il capo su come fare per pubblicarlo al meglio. Data l’incredibile depressione che vive oggi il mercato discografico, abbiamo provato a bypassare il sistema “tradizionale”, regalando la nostra musica al maggior numero di persone possibile. Abbiamo avuto la fortuna di trovare in XL un partner energico e ricettivo che ha appoggiato in pieno il progetto, dimostrando che esiste ancora in Italia qualcuno disposto a credere in una giovane band. I feedback sono stati entusiasti, ci stanno scrivendo da tutta Italia, per complimentarsi, per invitarci a suonare, per chiedere dove e quando ci possono vedere dal vivo.
Leggendo la vostra cartella stampa mi hanno colpito due cose: la prima è la grande attenzione che dedicate al progetto sotto tutti gli aspetti, grafica inclusa; la seconda è questa idea di network che raccoglie più arti a quanto pare, ce ne parlate?
Andando avanti nel nostro percorso abbiamo incontrato tante persone a cui ci siamo legati umanamente e professionalmente, la maggior parte delle quali non lavora strettamente in ambito musicale (un soggetto su tutti, Eggers 2.0, factory di creativi torinesi con la quale collaboriamo da due anni a questa parte). Con il loro aiuto e sostegno curiamo tutti gli aspetti inerenti all’essere una band, facendo attenzione a mantenere in casa GoA la parte creativa di ognuno di essi. Ovviamente l’aiuto di professionisti come Luca Saini, che si è occupato della parte fotografica e dell’artwork, o di Italo Draperi, il regista di WICAYO, è indispensabile. Fondamentalmente però, siamo una band senza management e ci piace avere l’ultima parola su tutto ciò che ci riguarda. Quello che vorremmo riuscire a fare è costruire, negli anni, un team di lavoro fatto di persone a noi vicine su cui poter contare. Per il momento sembra che questa impostazione stia funzionando.
Il vostro videoclip, nella sua semplicità è divertente e ben riuscito; volevate trasmettere un messaggio inerente alla situazione attuale dei giovani alla ricerca di lavoro o era una semplice situazione che vi divertiva raccontare?
Ovviamente la crisi del mercato del lavoro è una tematica che sentiamo particolarmente vicina, essendo ventenni e come tutti allarmati dalla situazione che ci circonda. Nel video volevamo raccontare questa situazione trattandola con un pizzico di ironia, per evitare che il risultato fosse retorico e ridondante, o comunque non in sintonia con il mood solare e positivo che crediamo la musica possa trasmettere. Abbiamo chiesto ai nostri amici di sempre di partecipare e di divertirsi e il risultato, secondo noi, funziona.
Voi siete un gruppo emergente e molto giovane, come vi siete conosciuti e da quanto tempo esiste il progetto Garden Of Alibis?
Ci conosciamo praticamente da sempre. Siamo cresciuti assieme, stesse scuole, stessi amici, stesso sport. Nell’estate del 2003, finita la terza media, abbiamo incominciato a suonare. L’anno prossimo i GoA compiono dieci anni. Il progetto ha preso corpo lungo la strada: da gioco a passione, da passione a sogno, da sogno a intenzione.
Il disco, per essere un album di debutto, suona sicuramente molto bene; raccontateci qualcosa delle registrazioni e della sua produzione.
Colours è stato registrato e mixato da Davide Turbino tra Maggio e Giugno 2012 presso gli studi di Officina Sonora (TO) con la collaborazione artistica di Dave Timson e Mick Lennard, che ci hanno dato una mano ad arrangiarlo. Complessivamente siamo soddisfatti di come suona questo disco, anche se, ovviamente, ad oggi cambieremmo già molto. Ma è una cosa normale, sana, sintomo di una continua voglia di migliorarsi. In campo artistico ogni cosa, dal momento che viene prodotta, diventa passato per chi l’ha creata. Guai se si interrompesse questo meccanismo.
Sono cambiati molto i pezzi prima e dopo le registrazioni?
A dire la verità non moltissimo. Noi quattro in prima persona abbiamo lavorato a lungo sulla pre-produzione e sugli arrangiamenti. In particolare buona parte delle sequenze era già programmata quando siamo arrivati in studio. In termini di struttura i pezzi sono rimasti praticamente identici. Dave e Mick hanno messo in bella il tutto, lavorando sui suoni e rifinendo i dettagli.
Cosa avete imparato da questa vostra prima avventura, cambierà il vostro modo di scrivere dopo l’esperienza in studio?
Bisogna considerare che nel nostro piccolo abbiamo una lunga esperienza di studio, avendo sempre registrato, mixato e arrangiato in casa tutto ciò che abbiamo prodotto. Sicuramente dopo Colours pretenderemo moltissimo da noi stessi, ma cercheremo comunque di mantenere viva l’immediatezza con cui ci siamo sempre approcciati alla composizione. Ovviamente abbiamo ragionato a lungo sui lati positivi e su quelli negativi di questo disco, e credo che torneremo a scrivere con le idee chiare su quali sono gli aspetti da migliorare. Ci siamo presi il mese di Agosto per ritirarci in campagna e lavorare sul materiale nuovo e non vediamo l’ora di metterci all’opera.
Capitolo live: come affrontate i concerti? Avete molte date programmate per il futuro?
Abbiamo una piccola tournée europea in programma per il mese di luglio e stiamo chiudendo una serie di date autunnali. A tal proposito invito tutti i vostri lettori a tenere d’occhio il nostro sito e la nostra pagina facebook dove trovate tutti gli aggiornamenti da casa GoA. In particolare stiamo preparando un tour italiano invernale veramente unico, non vi anticipiamo nulla per non rovinarvi la sorpresa, ma ci sarà bisogno del supporto di tutti i fan :)
In generale cerchiamo sempre di offrire al nostro pubblico uno spettacolo coinvolgente e di qualità, lavorando sia sulla nostra performance sia sulla produzione del concerto. La resa dello spettacolo, sotto il profilo audio e luci, è fondamentale ed avendo la fortuna di avere un fonico che ci segue e mette a nostra disposizione il materiale, curiamo sempre questo aspetto.
Voi siete di Torino, una città che ultimamente sta sfornando molte realtà interessanti a livello musicale, penso ai Foxhound, i Farmer Sea, i Drink to me, ecc. C’è un motivo secondo voi dietro a questa esplosione?
Siamo cresciuti in una città che aveva dato tanto, musicalmente parlando, negli anni ’90 e che da anni era rimasta come bloccata. Credo che da qualche anno a questa parte le cose abbiamo ricominciato a muoversi, non saprei individuare un motivo per questa rinascita. Forse è semplicemente una questione di cicli, forse di coincidenze fortuite. Sicuramente si sta innescando un circolo virtuoso che sta portando il fenomeno emergente nostrano a crescere tanto. Nella domanda citi i Foxhound, con i quali siamo amici da anni. Proprio all’inizio di quest’anno insieme a loro ed altre quattro band (Dropp, Grey Moquettes, Joybeat e Maniaxxx, ndr) abbiamo fondato il collettivo WOODU? proprio con l’intenzione di curare e aiutare a crescere la porzione di scena torinese da noi tutti rappresentata.
Per concludere, cosa avete in programma per la promozione del disco ora? Quando uscirà il prossimo singolo? Ci sarà un altro video ad accompagnarlo? Avete già delle idee?
Noi abbiamo continuamente nuove idee, e spesso sono troppe. In primis, lavoreremo sul tour autunnale di cui ti ho parlato prima. Abbiamo un’idea coraggiosa e complicata, per cui dovremo metterci sotto per realizzarla. Poi c’è la musica, ovviamente. Come ti ho detto, siamo ansiosi di tornare a scrivere, nel corso di quest’anno siamo rimasti fermi per curare tutti gli aspetti inerenti alla nostra uscita e ora abbiamo un disperato bisogno di musica nuova. L’uscita del prossimo singolo è programmata per Settembre. Proprio in questi giorni siamo tornati a lavorare con Luca Saini per scrivere il soggetto per il videoclip. In generale, ci piacerebbe riuscire a raggiungere tutte le persone che si sono affezionate alla nostra musica e suonare per loro. La strada è ancora lunga, ma noi siamo fiduciosi.
Grazie mille per il tempo che ci avete concesso e un grosso in bocca al lupo.


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