Artista: Vadoinmessico
Titolo: Archeology of the future
Anno: 2012
Genere: freak folk, indie rock
Lente d’ingrandimento: Ci sono due italiani (Giorgio Poti e Alessandro Marrosu), un austriaco (Stefan Miksh), un inglese (Joe White) e un messicano (Salvador Garza); sembra l’inizio della trama di una simpatica barzelletta, invece no; loro sono i Vadoinmessico, e il loro album è Archeology of the future. Gli ideatori di questo progetto sono Salvador e Giorgio, i due si incontrano nel 2006, entrambi frequentano la stessa scuola musicale all’ombra del Tower Bridge, e grazie alle passioni che li accomunano decidono di frequentarsi finchè poco tempo dopo, coinvolgendo anche Stefan Miksh, Alessandro Marrosu al basso e alcuni amici alla batteria, la band incomincia a registrare i primi pezzi. Dopo periodi di lunga gavetta nelle centinaia di locali della Londra underground, per la registrazione del loro primo disco , i Vadoinmessico si sono avvalsi della supervisione di Craig Silvey, già collaboratore di Arcade Fire e Portishead. In tempi in cui è molto attuale il tema dei cervelli in fuga, Vadoinmessico risulta l’esempio lampante di risorse che trovano terreno fertile all’estero, dove vengono apprezzati e valorizzati, al contrario dei loro paesi d’origine dove i panorami musicali vedono un progressivo inaridimento di idee e delle possibilità di emergere dal sottobosco.
L’album risulta essere un piacevole meltin pot di suoni e melodie, intrecciati e mescolati nel modo giusto così come i componenti stessi della band; si tratta di 14 tracce composte di melodie folk, ritmi afro-caraibici, fili di psichedelica e pop contemporaneo stile Vampire Weekend (paragone tanto dovuto quanto scontato). A conferma di tutto ciò, troviamo subito come seconda canzone dell’album dopo la title-track , “Pepita Queen of the Animals” ritmi e melodie caraibiche celano con un lieve velo, la malinconia espressa dal testo, fatta di amori spezzati, solitudine e alienazione (“It’s the end of September and I’m still by the sea, I sit down and there’s no one around and no one next to me”). Quello che si percepisce è che tutto venga dominato dai contrasti, e che ciò si ripercuota anche nelle canzoni con testi realistici e malinconici a contrastare la spensieratezza delle sonorità. La stessa cosa vale per la successiva “Teeo” questa volta dal ritmo più lento e compassato; ci si lascia cullare all’ombra di un’amaca ascoltando i versi nostalgici indirizzati alla calda Roma, tanto disprezzata in patria quanto amata sulle sponde plumbee del Tamigi.
Sulla scia ormai marcata dal folk psichedelico, si prosegue il viaggio musicale nell’arcipelago di suoni che è questo lavoro, e tra piante di mangrovie e scimmie urlatrici, appare la ballata “In Spain”, in cui il ritmo è decisamente aumentato grazie alle percussioni più incisive e la voglia di mettersi a ballare non manca. Sicuramente più lente e riflessive sono invece “The adventure of a diver” e “Me, desert”, si sfiora l’onirico in “Notional Towns” dove il tutto diventa più macchinoso e i suoni da placidi diventano metallici, la chitarra più aggressiva, sicuramente uno dei pezzi migliori.
Dai ritmi più cupi di “Colours are” si arriva ad essere catapultati nelle atmosfere prive di gravità di “Pond”, liberi di volteggiare fra nuvole color Chili, cullati dall’esotica sonorità. “Cave”, la canzone successiva, ci riporta alla nostra amaca, cullati dal dolce vento del sud, in compagnia della sempre presente chitarra; il pezzo risulta pulito e coinciso, genuino e luminoso, con ottimi arrangiamenti. Senza ombra di dubbio racchiude l’essenza del disco.
Un esordio sicuramente ben prodotto che, mescolando un folk anni ‘70/’80, un pop contemporaneo con sound che richiama molto lontanamente gli Animal Collective, con un caleidoscopio di spensieratezza fatto di chitarre, banjo e percussioni, crea delle atmosfere freak-folk nostalgiche che sfociano nello psichedelico. Tutto ciò non è niente male, perciò io Vadoinmessico… E voi?
Voto: 7
Brani migliori: Pepita Queen of the Animals, In Spain, Notional Towns, Cave
Tracklist
- Archaeology Of The Future
- Pepita, Queen Of The Animals
- Teeo
- In Spain
- Curling Up Your Spine
- The Adventure Of A Diver
- Me, Desert
- Fleur Le Tue
- Notional Towns
- The Colours Are Strange
- Pond
- Cave
- Solau
- Ghost Track



Non ci sono commenti per “Recensione: Vadoinmessico – Archeology of the future”