Archive for ottobre, 2011

Traccia 31: Windowlicker, by Aphex Twin

Aphex Twin - Windowlickerdi Rosario Russo
Specie se in particolari casi di ricerca personale di condizioni psico-fisiche, di sovraccarico emotivo o di semplice esaltazione personale, una delle caratteristiche che ho sempre richiesto alla musica da me ascoltata è l’evocazione del caos, del rumore, e perché no, di una metaforica furia distruttiva.
Tradizionalmente, associando questi termini all’arte del pentagramma, il genere istintivamente e popolarmente associabile è il punk e la sua cieca iconoclastia rivoluzionaria.
Eppure, al contrario di quanto si potrebbe credere dopo aver letto le prime frasi di questo articolo, in tutta la mia giovinezza, e in tutta la vita in generale, non riesco ad identificare un solo periodo in cui mi sia autodefinito un amante del punk.
Vi spiegherò il perché mediante l’introduzione di un concetto a me molto…

Traccia 30: Kingdom of rust, by Doves

Dovesdi Carlo Demicheli
Auto = musica. Lo è per me come credo per altri miliardi di individui. Ognuno ha un personale rapporto con l’autoradio e con la musica che ascolta mentre viaggia. C’è chi canta le canzoni a squarciagola correndo il rischio che gli altri guidatori lo scambino per un posseduto dal demonio, c’è chi spende migliaia di euro per montare impianti subwoofer di inaudita potenza e rimane costantemente sintonizzato su Discoradio o qualche stronzata simile con la macchina che saltella a causa dei bassi sparati a volumi disumani e c’è chi ritiene di ascoltare solo musica “da intenditore”. Io ritengo di appartenere a quest’ultima categoria, che è anche la più pericolosa. Non penso di essere l’unico ad aver scatenato liti furibonde, perché mentre mi stavo godendo la musica che…

Traccia 29: Don’t go away, by Oasis

Don't go away - Oasisdi Chiara De Filippo
“Be Here Now”. Essere qui ora. Che titolo grandioso. Cioè significa essere nel posto giusto e vivere le cose al momento giusto. E con le persone giuste. Ed è quasi strano che tra i tanti pezzi ce ne sia proprio una chiamata “Don’t Go Away” – Non andare via: sembra quasi la parte mancante del titolo e dell’omonima canzone. Come se Noel avesse voluto scrivere una canzone a metà, suddividendola in due parti, tipo: “Ora sei qui… Non andare via”. Wow. Perché proprio Lei? Cosa amo di Lei? Di Lei amo particolarmente la versione live al G-Mex di Manchester del 1997: ricordo ancora quando MTV lo trasmise (la MTV di una volta, attenzione, non quella commerciale di adesso); lo ricordo bene perché a quell’epoca ancora non…

Traccia 28: Into The Mystic, by Van Morrison

Van Morrison - Into The Mysticdi Ilenia Lando
Scoprii questa canzone molto tardi. Troppo. Avevo già a malapena 16 anni e mi colpì molto. La prima volta che l’ascoltai avevo l’animo leggiadro, svogliato. Appoggiavo distesa lo spirito sull’amaca del ritmo. Non ascoltavo una sola parola, difatti. Ma sentivo che mi stava raschiando dentro. Ero in auto con zio, la mandavano in radiotrasmissione e provai una sensazione immensa.

Era il giorno in cui i lavoratori cazzeggiano. O quanto meno avrebbero dovuto. Me lo ricordo lui, zio, inappuntabile e un po’ dandy, in blazer e foulard di seta, e un garofano rosso all’occhiello. Sul cruscotto dell’auto svariati giornali (li prendeva tutti, quel giorno, pure quelli anarchici). Come cambiava le marce lui, alzando il volume cambiando stazione sistemando continuamente gli specchietti laterali, non lo saprà mai nessuno. Ricordo…

Recensione: The Kooks – Junk of The Heart

Artista: The Kooks
Titolo: Junk of the Heart
Anno: 2011
Genere: pop-rock

Lente d’ingrandimento: Siamo nel 2011 e ne è passato di tempo da quel lontano 2006, quando la band britannica The Kooks, da Brighton, debuttò con Inside In/Inside Out, album che spopolò in UK e non solo, con oltre un milione di copie vendute in tutto il mondo. L’abbandono del bassista Max Rafferty per problemi di droga (sostituito inizialmente da Dan Logan, poi definitivamente da Pete Denton), un secondo album (Konk uscito nel 2008) che non ebbe il successo del primo (nonostante gli azzeccatissimi singoli Do you wanna?, Always where I need to be e Shine on) e la temporanea uscita di scena del batterista Paul Garred, sembravano segnare l’inizio della fine per una band che,…

Traccia 27: Imagine, by John Lennon

Imagine - John Lennondi Federica Iocca
Esistono alcune canzoni che sono conosciute da tutti e per questo vengono definite Immortali. Sono quelle che appena senti i primi accordi riconosci subito, e non parlo dei tormentoni che durano il tempo di un’estate. Ma di colonne sonore di vita, per intere generazioni.
Per me, e per molti altri, una di queste e senz’altro Imagine di John Lennon, che fa parte del suo secondo album omonimo, rilasciato dopo lo scioglimento dei Beatles, nel 1971.
A parte che considero John Lennon come uno di quei geni folli che la storia spesso ci ha fatto conoscere, credo che analizzare un testo del genere e comprenderlo sia qualcosa che mette i brividi, per il suo essere così semplice e al tempo stesso preciso.
Ricordo la prima…

Traccia 26: Out of time, by Blur

Blur - Out of timedi Bruno Barbonaglia
Chiudo gli occhi, faccio partire Out of time dei Blur, e mi ritrovo a Parker’s Piece, un parco di Cambridge, nel 2003. Ero un diciannovenne italiano, pieno di sogni e vuoto di incubi, arrivato in Inghilterra da solo, per vivere due settimane all’avventura. Solo, come spesso mi accadeva, per via dei miei gusti decisamente poco apprezzati dalla massa italiana e per via del fatto che era l’unico modo per vivere veramente l’Inghilterra.

Ho questa immagine chiara di me, seduto sull’erba con la mia fedele moleskine e una penna tra le mani intento a scrivere un romanzo giallo. Al mio fianco c’era la mia bicicletta rossa che avevo affittato per girare in quelle due settimane, era mezza scassata e quando attaccavo la dinamo alla sera, immancabilmente arrivavo all’appuntamento…

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