di Ilaria Del Boca
Seduto ad aspirare il baccano dei suoi tormenti lancia lo sguardo lontano, dove la vista non puo’ arrivare, ma la mente si, conscia delle apparenze mondane. Il sole brucia le punte dei suoi capelli, quei ciuffi scuri spessi, ma morbidi al tatto. Socchiude le labbra e gli appare una visione in technicolor. Rivede i lampioni della notte, cambiano ad ogni angolo di strada. Sulla sua pelle brividi caldi e freddi si alternano. Viaggia ancora nonsense nel gorgo della vita. Ha vent’anni e a quell’età i ragazzi non sanno. Sono semplicemente assuefatti dal mondo, o meglio loro dovrebbero esserne la reincarnazione più pura. E’ facile lasciarsi abbandonare inermi in mezzo alla corrente. Il giovane sfreccia come una saetta ad occhi chiusi per le vie della città, rischiarato…
di Margherita Cioppi
Tre note. Sono quelle che mi bastano per riconoscerla, e sempre, ogni volta mi si ferma il cuore per un secondo. Respiro in modo diverso, spesso a occhi chiusi. Poi lo stomaco fa strani movimenti e un brivido mi sale lungo la schiena. Certe canzoni fanno questo effetto. Certe canzoni ti riportano esattamente al momento in cui le hai ascoltate per la prima volta, parola per parola, non sentite distrattamente in radio o alla televisione. Quel momento in cui un pezzo ti colpisce e si ferma dentro di te, quello è ciò che intendo. La ascolto anche adesso, ma oggi non piangerò. Champagne Supernova degli Oasis mi riporta su una nave in mezzo al mar Egeo. Era l’alba, era stata una di quelle notti in cui ti…
di Marta Tritto
Ci sono canzoni che ti accompagnano durante la vita, canzoni che sono colonna sonora di un determinato momento, bello o brutto che sia. E questa è la tipologia di tracce di vita più diffusa. Ci sono poi “tracce di vita” minori, non perché non svolgano il loro lavoro a pieno, minori solo nel senso che non ti accompagnano nella vita, però magari danno l’input che smuove una situazione, magari le parole del testo ti smuovono qualcosa dentro che aspettavi da tempo.
Beh, io vi parlerò di una terza categoria, la mia traccia di vita si classifica sotto la sezione ”sbagli di vita”, anzi no “sbaglio” non è il termine giusto, non è nemmeno il termine più vicino a quello che è successo. Ora vi racconterò, così…
di Federica Masini
Sabato sera di quelli che non sai se uscire o no. Primavera inoltrata e aria tiepida. Fa buio tardi ormai a fine maggio e alle nove di sera é ancora tramonto, il cielo sporco di nero e rosso scende come il sangue sui camini di Berlino. Il mio terrazzo porta un vento molle che si attorciglia alla gola della torre di Alexanderplatz. La prima stella punge il cielo ed io scelgo di andare fuori mentre svuoto il bicchiere di fresco vino bianco. Taglio il mio viso con un sorriso mentre penso di mangiarmi la notte stasera.
La musica avvolge l´appartamento mentre mi preparo, la voce di Robert Smith entra negli armadi, nelle altre stanze, dalle serrature come un gas velenoso che non vedo l´ora di respirare,…
Commenti Recenti