Tracce di vita

Traccia 18: Mr. Writer, by Stereophonics

di Sara Ottobretti
Luci blu, urla e chitarre.Trovarsi tra tanti sconosciuti, una folla esuberante che salta, grida, si scatena. Musica che si libra nell’aria, lasciarsi trasportare da quella voce così coinvolgente, ogni singola nota ti entra nell’anima ,infondendo un profondo senso di beatitudine.
Gli Stereophonics lasciano il segno; sono una di quelle band che scopri per caso e alla fine ti ritrovi ad ascoltare per ore, giorni e giorni, fino a che non diventano parte della tua esistenza.
Era l’11/09/2010, giorno in cui mi ritrovai a pochi metri da Kelly Jones & Co. Togliendo il fatto che Kelly rappresenta per me l’ uomo ideale(è bello sognare), trovo che sia un’artista con un talento incredibile. La sua voce potente, energica, vitale ha segnato la colonna sonora della mia monotona e insignificante adolescenza. Ogni canzone rappresenta un momento, un pensiero, un viaggio. La sua musica mi ha accompagnata in qualsiasi tipo di situazione. La mattina in autobus, all’uscita di scuola, nelle pause studio, durante le interminabili passeggiate in solitudine. Sono stati in mia compagnia anche quando per la prima volta incrociai lo sguardo di Gabriele.
In quel periodo, circa un anno fa, ero particolarmente “bloccata” con Mr Writer.
Mr writer, è assolutamente indescrivibile: potenza, rabbia, brividi. Sotto le sue note persi completamente la testa per quello che sarebbe poi divenuto il mio chiodo fisso. Lei era lì ogni volta che volevo chiudermi nel guscio, ogni volta che cercavo conforto e la forza per affrontare quel ragazzo misterioso e solitario. Quando l’ascolto non posso non pensare a lui, a tutto quello che ho cercato di fare per cercare di allacciare un rapporto amichevole, alle sperenze, alle lacrime versate per le illusioni create. Una canzone ricca di sentimenti e ricordi: quella mattina in cui i suoi occhi azzurri mi attraversarono l’animo. L’inizio di qualcosa di sconvolgente, un solo sguardo e la mia vita non è più stata quella di prima. Un vortice di emozioni, battiti, farfalle nello stomaco, gambe che tremano. Mr writer è stata la testimone di tutte le domande, i viaggi mentali, gli sfoghi con le amiche, i pomeriggi passati a pensarlo invece di studiare.
La sua melodia riecheggiava nella testa anche quando, in quegli stessi giorni, mi ritrovai in una camera del pronto soccorso, insieme ad un’anziana signora il cui unico desiderio era quello di raggiungere le porte del Signore per poter rivedere suo marito. Un attacco epilettico mi fece vedere l’ospedale attraverso gli occhi di un paziente, impotente davanti al male, al destino, alla vita. La paura cercava un sollievo in quelle note così dolci, potenti, quella voce così familiare che si riproduceva nella mia mente.Gli Stereophonics mi trasmettevano tutta la forza per scacciare momentaneamente le preoccupazioni, per non piangere, per regalare un sorriso a mia mamma. Quello stesso sorriso che mi accompagnò per tutto il tragitto Perugia-Londra, due settimane più tardi.
Trovarsi sospesi nel cielo, essere sopra le nuvole, attraversare la Manica, Signor Scrittore. Londra, la mia città. Il posto più bello che abbia mai visto. L’intera gita fu segnata da un ipod e dalla playlist più ascoltata in assoluto. Girare le strade londinesi, vedere la città che hai sempre sognato insieme alla loro discografia. Sognare di trovarsi all’arena di Wembley, quella sera di marzo, tra mille persone, lasciarsi completamente trasportare: un sogno che divenne realtà mesi dopo.
Quel concerto all’Alcatraz, uno dei più belli. Tutte le canzoni cantate, assaporate. Risate, gioia, spinte, sudore, flash. Superman, Local boy in the photograph, Maybe tomorrow, Live’n'love e lei. La mia canzone, quella che c’è stata e ci sarà, quella che ha rappresentato una parte di me, dei miei giorni, quella che racchiude emozioni e ricordi, paure e desideri.
Un colpo al cuore, fermarsi ad ascoltarla tra le grida, chiudere gli occhi e riportare alla mente ogni singolo dettaglio di quel periodo, la prima e unica uscita con Gabriele, il finale che non mi aspettavo, passeggiare per Hyde Park assaporando lo smog inglese, gli elettrodi in testa.
“You.Me.Us.Free…we’re alright, alright”
Mr. Writer - Just Enough Education to Perform

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Un commento per “Traccia 18: Mr. Writer, by Stereophonics”

  1. Forte, molto forte il Tuo commento! Riconosco la mia stessa passione nelle Tue parole.
    Have a nice day!
    Ferruccio

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    Pubblicato da Ferruccio | agosto 27, 2011, 22:19

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