Artista: Foo Fighters
Titolo: Wasting light
Anno: 2011
Genere: Alt-rock, hard-rock
Lente d’ingrandimento: Wasting light è il settimo e attesissimo album dei Foo Fighters, uscito dopo ben 4 anni di silenzio da parte della band (tralasciando il greatest hits del 2009).
Prima dell’uscita del disco, Grohl aveva rilasciato, in qualche intervista, delle dichiarazioni riguardo al carattere che l’album avrebbe assunto, definendolo come “L’album più heavy che abbiamo mai scritto”, e le sue parole vengono messe in pratica già dalla primissima frase della traccia che apre il CD, “Bridge burning”. L’album viene introdotto, infatti, dalle parole “these are my famous last words” urlate da Grohl a pieni polmoni, precedute da un riff incalzante e serrato con un crescendo di chitarre, basso e batteria. In seguito all’apertura esplosiva, il…
Io non guardo molto la televisione, ma quando mi innamoro di un telefilm è la fine. Mi sono innamorato di X-files che poi ho tradito con Dawson’s Creek. La storia tra me e questo telefilm mi causò seri problemi con le donne, così fortunatamente la mollai per Heroes solo che dopo le prime tre serie divorziammo e così passai a Lost, dopo che tutti ormai l’avevano vista e commentata, ma arrivai in tempo per rivedermi tutte le serie prima dell’ultima diventando un fanatico, un ultras dell’isola che mi conquistò soprattutto quando in un episodio Charlie strimpellava Wonderwall. Ma il mio vero amore televisivo, quello che quando rivedi rimpiangi è Scrubs. Ho conosciuto questa serie (che parla delle avventure di un giovane medico sbadato, romantico e sfigato alle prese con il…
Quando mi volevo iscrivere a Matematica, mia mamma continuava a chiamarmi e a chiedermi: ”Ma ne sei sicura? Guarda che se poi non capisci, non ti posso venire in aiuto!”. In realtà avevo tanta paura anch’io ma i miei dubbi non mi hanno mai impedita di andare avanti cocciuta.
Mi iscrissi all’università e quindi comincias a seguire il precorso. Non avevo nemmeno idea di come e dove fosse la facoltà, allora il mio fidanzato mi accompagnava in pullman, io andavo a lezione e lui mi aspettava nella mitica “aula cazzeggio”. Nei primi due giorni di precorso avevo già comprato la chiavetta delle macchinette del caffé perché io senza caffé non vivo (tanto quello delle macchinette si chiama “caffè” ma la caffeina è inesistente). E comunque tengo a precisare che…
Artista: Death Cab for Cutie
Titolo: Codes and Keys
Anno: 2011
Genere: alternative rock
Lente d’ingrandimento: Siamo al traguardo del settimo album per i Death Cab for Cutie, gruppo ormai diventato piuttosto costante ed affidabile almeno a livello compositivo, visto che i recenti trascorsi alcolici del leader Ben Gibbard non sembrano dare ulteriori garanzie.
Dopo il celebre Transatlanticism del 2003, i Death Cab hanno sempre viaggiato su buoni livelli. Anche il penultimo lavoro, Narrow Stairs del 2008, album che tra l’altro ho ascoltato parecchio, ha sicuramente confermato la loro bravura. Più recentemente hanno anche trovato il tempo di consolidare la loro fama in seguito all’uscita del brano “Meet Me on the Equinox”, scritto per la saga di Twilight.
Perfettamente a loro agio sul divano del…
La fortuna più grande per un appassionato di musica è di comprare i biglietti per vedere una band che ama e scoprire che lo stesso giorno, a 2 ore di distanza, ci sarà un evento molto più grande e pubblicizzato.
E’ il caso del concerto dei Mystery Jets fissato da mesi per il 15 giugno 2011 allo Spazio 211, piccolo locale sperduto nella periferia più “losca” di Torino, passato inosservato dai media rispetto al più blasonato Rock in IdRho che ha visto la presenza di Foo Fighters, Band of Horses, Iggy and The Stooges e The Hives.
Di ritorno dall’avventura americana ad Austin, dove hanno registrato il loro quarto album (che sarà in vendita dal 2012) e grazie al discreto successo dell’ultimo album Serotonin (che portò addirittura a…
Nel 1984 è uscito un disco chiamato “Screams from the gutter”, registrato in presa diretta in una notte. E’ un dodici pollici trasparente che fruscia, non un prodotto digitale.
Il disco si apre con “State Oppression”: un pattern di doppio pedale sparato a più di 200 bpm, tre accordi bastardi, lunghi e il pezzo comincia. Entra la voce al vetriolo di Mauro e sei letteralmente sbattuto a terra.
“They keep filling us, they keep on suffocating us, they are shooting, torturing, they’re killing us…”
La prima volta che ho sentito questo pezzo non credevo che esistesse roba del genere, per di più suonata da provinciali italianissimi. Gli accordi nel ritornello sono soltanto due, ma bastano per renderlo immortale. L’emozione sale insieme ai brividi sulla schiena.
“STA-TE…
Mi è sempre piaciuto ascoltare la musica dei Coldplay. Nei loro testi sono sempre riuscita a trovare qualcosa di mio inspiegabilmente! Adoro la voce di Chris Martin, capace di portarmi in alto con i suoi acuti, per poi farmi sprofondare avvolta nei suoi bassi. Mi emozionano davvero molti brani di questa band inglese, ma quello che mi ricopre di brividi ad ogni ascolto, è senza dubbio Fix You, contenuta nell’album X&Y del 2005.
E’ la canzone che ascolto quando sono un po’ giù di morale e, anche se mi fa tornare in mente ricordi piuttosto malinconici, riesce in qualche modo a “sostenermi”, a “consolarmi”. L’ho sempre ascoltata sin dalla sua uscita, ma da quando l’ho dedicata ad una persona importante, che oggi non è più presente nella mia vita,…
Dopo un lungo dilemma interiore per decidere se andare o meno a fare una capatina alla prima serata dell’edizione 2011 dell’Heineken Jammin’ Festival si è optato per il si. Da una parte c’era l’assoluta volontà di boicottare simbolicamente quello che quest’anno può tranquillamente essere definito il festival rock più ridicolo d’Europa, nonostante la disponibilità di una location, il Parco San Giuliano di Venezia, forse senza eguali. Dall’altra però, la tentazione di assistere ad uno show dei Coldplay quasi in prossimità dell’uscita del loro nuovo album, il quinto in studio, era forte e alla fine ha avuto la meglio.
Di certo, l’aver avuto la possibilità di avere il biglietto per la prima serata a 27,50 euro prevendita inclusa, al posto dei 64 previsti, è stata determinante nel rendere tale decisione…
Artista: Arctic Monkeys
Titolo: Suck it and see
Anno: 2011
Genere: indie-rock, pop-rock
Lente d’ingrandimento: “I wanna rock and roll, I wanna rock and roll, I wanna rock and roll”. Gli anni zero sono finiti e, se non ve ne siete ancora accorti, è il caso che nel vostro impianto di casa, quello bello, iniziate a far girare “Suck it and see”, quarta fatica della band capitanata da Alex Turner.
Chi siano gli Arctic Monkeys è davvero superfluo ricordarvelo; il numero di fan che riesce a muovere la band di Shettfield e, soprattutto, i numeri che riesce a fare come venduto e come premi parlano da soli.
Quello che abbiamo davanti non ho timore a definirlo un album generazionale, non solo perchè gli anni con l’uno…
Non è detto che se nasci con un’anima rock tu non possa apprezzare nient’altro. Chi ama la musica, chi la vive con un trasporto e un amore puri, non può essere un integralista.
Così capita che la tua anima rock si lasci graffiare dal punk o permetta a un bel pezzo blues di cullarla o ancora cristallizzi un ricordo su delle melodie reggae pescate dal tuo database mentale a distanza di tempo da quando le hai archiviate nel tuo cervello.
Certo, perché ci sono due diversi modi in cui la musica può diventare colonna sonora di un ricordo; il primo è casuale mentre il secondo è sciente.
Per chiarire meglio il concetto, nel primo caso un ricordo si cristallizza sulla sua colonna sonora che può essere il…
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