Artista: Jamaica
Titolo: No Problem
Anno: 2010
Genere: indie-rock, synth-pop
Lente d’ingrandimento: Quello che piace della musica francese che riesce a superare i confini nazionali, è che spesso, pur lasciandosi trascinare da influenze estere, inglesi soprattutto, riesce a mantenere quel tipico accento francese caratterizzante dei nostri cugini d’oltremanica. Ecco cosa succede allora quando si prende l’indie pop inglese e lo si mescola a quello che i francesi sanno fare meglio: la dance.
Che i Jamaica, duo parigino formato da Antoine Hilaire e Florent Lyonnet, non siano i primi arrivati ce ne accorgiamo dal calibro dei nomi che hanno lavorato al loro disco d’esordio: Xavier de Rosnay dei Justice e Peter Franco, l’ingegnere del suono dei Daft Punk.
Il marchio di fabbrica di questo duo risiede sicuramente nei suoni che, pur partendo da una matrice che potremmo riferire all’indie rock britannico, passano attraverso i macchinari da dj dando origine cosi ad un ibrido molto interessante. In questo lavoro le chitarre suonano con una distorsione digitale che crea quel suono particolare già sentito in dischi di altro genere ma difficilmente in gruppi più marcatamente rock. Le chitarre acustiche molto riverberate accompagnano quasi tutti i pezzi del disco e le batterie, molto vicine a quelle dei lori connazionali Phoenix, suonano molto “tonde” con un ritmo che incede e si avvicina alle classiche battute dance sia per i tempi che per i suoni. Le chitarre elettriche non disdegnano nemmeno qualche episodio di virtuosismo, che suona più come citazione che altro, mentre le melodie scivolano facili e sempre trainate da una ritmica pulsante e difficilmente si lasceranno ad un semplice ascolto di sottofondo.
“I think I like U2” e “Short and entertaining”, i due singoli estratti fino ad ora, sono indubbiamente i pezzi con una marcia in più. Il secondo, in particolare, è una vera hit dal ritornello “radiofonico” che una volta entrato in testa risulta davvero difficile da togliere. Apprezzabile anche il video che accompagna il brano, che vede la simpatica partecipazione di Igor Cavalera, storico batterista dei Sepultura.
Degna di nota è anche “When do you wanna stop working” che chiude questo disco d’esordio che scorre via davvero piacevole e sorprende per freschezza e originalità. Ha forse il demerito di non mantenere sempre alto lo standard qualitativo delle canzoni durante l’intera opera ma nel complesso suona omogeneo e coinvolgente.
Brani migliori: I think I like U2 , Short and entertaining , When do you wanna stop working
Voto: 7
Sito: jamaicanoproblem.fm – MySpace: myspace.com/ithinkilikejamaica
Artisti simili: Justice, Phoenix, Soulwax


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