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Ma parliamo dell’album “Vivarium” dei Twin Atlantic…

Tempo fa, quando mi capitava di pensare alla scozia, la prima cosa che mi veniva in mente era il whisky e le gonnelline a quadrettoni da indossare senza lo slip per fare i monelli tra le montagne; quindi due tra i prodotti doc scozzesi. Ora invece quando penso alla scozia la prima cosa che mi sovviene in mente sono i Twin Atlantic.
Il progetto Twin Atlantic nasce a Glasgow, nella sopracitata Scotland, durante il marzo del 2007: quattro giovani ragazzi si incontrano, ognuno con alle spalle dei trascorsi in altre band, e decidono di intraprendere una strada comune per creare un qualcosa di innovativo. Dopo poco la band inizia a fare i suoi primi passi e riesce, in pochissimo tempo, ad accaparrarsi una folta fascia di fans grazie alla registrazione del loro primo EP intitolato “A Guidance From Colour” e datato gennaio 2008. Grazie ad esso vengono successivamente incoronati del privilegio di aprire le date di gruppi come Smashing Pumpkins, Lostprophets, Funeral For A Friend, Thrice, Finch e altri.
Nel marzo del 2009 la band firma con la Red Bull Records e realizza il loro prima disco ufficiale intitolato “Vivarium”. Si tratta di un lavoro contenente 8 tracce, della durata complessiva di 30 minuti che scorrono nella mente come un flusso rigenerante che cura la noia colpendone le basi radicate all’interno della banalità delle mille altre band che popolano la discografia di oggigiorno. Dal disco vengono estratti ben 4 singoli ognuno con tanto di video annesso!
Si parte con “Lightspeed”, primo singolo estratto e brano che apre anche l’album, coinvolgente, sorprendente ed armoniosa. Si passa successivamente a “You’re Turning Into John Wayne” con un video singolare che vede i quattro musicisti suonare dentro ad una vetrina; è una canzone che stimola, scatena riff di chitarra che osano di più rispetto alla precedente e ci apre la strada al terzo estratto, quello più incisivo, ovvero “What Is Light? Where Is Laughter?” anch’essa con contorno di video assolutamente da vedere e aromatizzata di energia inconfondibilmente marchiata Twin Atlantic; è un brano audace e sovversivo al punto giusto capace di rapire la mente con le sue armonie per guidarla là dove il banale e il già sentito si sono estinti da tempo! Quarto ed ultimo singolo è l’ambiziosa “Human After All” che si destreggia tra cambi di tempo, quiete e agitazione. Le ulteriori quattro tracce non passano di certo inosservate: abbiamo le graffianti chitarre del ritornello di “Old Grey Face”, i ritmi camaleontici di “Caribbean War Syndrome”, le melodie che colpiscono e mantengono alto l’interesse di “Audience And Audio” ed in fine la leggerezza della sensazione di un soffice e rilassante tramonto tramutato in note da assimilare attraverso le cavità uditive per ricostruire nel pensiero la più totale pace dei sensi.
Se quello che cercate è un qualcosa di diverso, di espressivo e che dia il giusto spazio a quiete e turbolenza, a melodie decise e ritmiche coinvolgenti, allora questo è un disco che merita davvero un ascolto.

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