Dischi

Recensione: The National – High Violet

Artista: The National
Titolo: High Violet
Anno: 2010
Genere: alt rock, pop-wave

Lente d’ingrandimento: Difficile parlare e soprattutto scrivere qualcosa sui The National senza incappare nei soliti clichè. Quindi togliamoci subito il dente, sono tra, o forse i, migliori della scena. Non per il loro sex appeal, non perchè si drogano e vomitano sul palco, ma semplicemente perchè fan dischi da 11 anni senza sbagliare un colpo. Sanno suonare, sanno farsi apprezzare e in particolare fanno emozionare. Con Alligator (uno dei 20 album del decennio a mio conto) e Boxer son entrati dalla porta principale, riscaldando il cuore e deliziando le orecchie sempre più critiche e ricercate di ogni attento e paziente ascoltatore, ridimensionando e migliorando il gran debutto di Sad Songs for Dirty Lovers. High Violet è il punto di non ritorno, la prova più difficile per i National, la chiave essenziale per entrare di diritto in un olimpo musicale sempre più scarno.
I National sono una band di Cincinnati (Ohio) formata nel 1999 da Matt Berninger (voce), i fratelli Dessner: Aaron (chitarra,basso,pianoforte) e Bryce (chitarra), i fratelli Devendorf: Scott (chitarra, basso) e Bryan (batteria) e Padma Newsome (tastiere e archi), proveniente dai Clogs.

Appena Terrible Love (la canzone d’apertura) parte ci lascia tutti di stucco, una bomba dal suono tanto sporco, novità per la band, quanto commovente, che riempie lo spazio attorno all’ascoltatore stringendolo in una convulsione ordinata e mai banale, un colpo netto al cuore che continua con un crescendo sempre più surreale e ritmato dalla malinconia di Berninger fino ad arrivare al bellissimo “caos musicale” finale. L’apriporta ideale per un album meno cervollotico e più immediato dei precendenti, High Violet scorre che è un piacere, passando da Sorrow canzone baritonale di Boxeriana memoria dove la voce torna a far da padrone e Anyone’s Ghost dove la batteria comincia il duro lavoro di ritmica sincopata che farà da fondamenta a tutto l’album. Seguono altre due buone prove con Little Faith e Afraid Of Everyone, arrangiamenti minuziosi con un perfetto mix tra tastiere e archi, sottolineano se ancora ce ne fosse bisogno la maturità artistica raggiunta dalla band. I National non lasciano niente di intentato ed esattamente a metà disco sparano il loro miglior proiettile, Bloodbuzz Ohio è goduria allo stato puro. Una sessione ritmica clamorosa, impossibile non cominciare a fendere l’aria emulando i colpi di un Bryan Devendorf esaltante, impossibile non lasciarsi trasportare dalla voce di Berninger e dai riff ossessivi dei fratelli Dessner, 4,35 minuti di classe. Con Runaway arriva la ballata acustica, un pezzo folk riuscito ed essenziale alla Arcade Fire. Da segnalare anche la bellissima England (l’intro del piano mi ricorda molto Fake Empire). Difficile trovare una pecca in High Violet, alt-rock di classe, articolato ma molto immediato. Da ascoltare e riascoltare, per scoprirne ogni sfaccettatura e direzione. La mancanza di brani più veloci e rock, come Abel o Available forse non lo rende perfetto, però un songwriting sempre più elegante (Lemon World) e la varietà immensa di arrangiamenti (Conversation 16) accompagnano per 47 minuti l’ascoltatore senza mai annoiarlo. Un album per tutti, sopratutto per quelle persone che son rimaste scottate da flop alla Editors e cercano un gruppo da amare e seguire. Un lavoro minuzioso che aggiunge classe e non sfigura, anzi nobilita ancor di più la grande carriera di questo magnifico e ancora troppo poco conosciuto gruppo. Personalmente il miglior album uscito finora in questo ricco 2010. Da comprare assolutamente aspettando la risposta degli Interpol.
Ricordo che i National saranno in Italia dopo alcuni anni d’assenza il 16 Novembre 2010 all’Alcatraz di Milano.

Brani migliori: Bloodbuzz Ohio, Terrible Love, England, Anyone’s Ghost, Lemon World, Sorrow
Brani peggiori: Vanderlyle Crybaby Geeks, Afraid Of Everyone

Voto: 8 (tendente al 9)

Sito: www.americanmary.comSpace: myspace.com/thenational

Artisti simili: Interpol, Wolf Parade, Frightened Rabbit

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Giudizio dei lettori sul disco: 8.7/10 (su 7 voti espressi)
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Valutazione articolo: +2 (su 2 voti)
Recensione: The National - High Violet, 8.7 out of 10 based on 7 ratings

Discussione sull'argomento

6 commenti per “Recensione: The National – High Violet”

  1. sicuramente a fine anno finirà nella classifica dei migliori album del 2010, vedremo in che posizione….la cosa sicura è che Bloodbuzz Ohio sia un pezzo veramente clamoroso!!!

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    Pubblicato da Dede | giugno 28, 2010, 09:53
  2. da vedere assolutamente Dede…..

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    Pubblicato da Uinsean | giugno 28, 2010, 10:36
    • 16 novembre presenza assicurata all’Alcatraz!

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      Pubblicato da Dede | giugno 28, 2010, 14:54
    • dopo aver visto i video della loro esibizione a Glastonbury, l’attesa per il concerto di Milano è veramente alle stelle…

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      Pubblicato da Dede | settembre 7, 2010, 15:55
  3. mi delurko per segnalare una svista: “minuzioso”, con 1 “Z”

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    Pubblicato da GranVia | dicembre 22, 2010, 00:08
    • Abbiamo corretto. E’ stata una svista del mio socio che, peraltro, poche righe più in alto l’aveva scritto giusto.
      Grazie per la segnalazione.

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      Pubblicato da Davis Molinari | dicembre 23, 2010, 18:20

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