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Recensione: Japandroids – No Singles

Artista: Japandroids
Titolo: No Singles
Anno: 2010
Genere: Noise Rock, Garage Rock, Alternative, Canadian

Lente d’ingrandimento: Nuovamente alla ribalta in questo inizio 2010, i Japandroids, band canadese di Vancouver, che tanto ha impressionato la stampa con il suo primo album “Post-Nothing”, e che ora torna sulla scena (operazione commerciale?) con “No-Singles”, disco che comprende tutte le canzoni presenti nei due EP che la band ha rilasciato prima di Post-Nothing, ossia All Lies (2007) e Lullaby Death Jams (2008).
Tutto ciò che è presente all’interno di No Singles è da considerarsi dunque un inizio. Un buon inizio a dire la verità, in quanto l’album è ricco di noise e garage rock, di psichedelia e pochissimi momenti pop, quasi nessuno. È un disco da prendere con le pinze, come tutti i gli album che raccolgono b-sides d’annata, che però possono illuminare e  portare a conclusioni importanti.
C’è da sottolineare il fatto che i Japandroids sono un duo, Brian King alla chitarra e David Prowse alla batteria. Il risultato è comunque esplosivo e la mancanza del basso quasi non si sente.
Si fa partire il cd e si ritorna nel 2007. In Inghilterra l’indie rock si sta disfando, nel mondo gli Arctic Monkeys hanno già venduto milioni di copie con Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not, i Klaxons inaugurano il periodo New Rave e due ragazzi si sentono più di Seattle che di Vancouver. Le atmosfere Grunge tornano alla ribalta e le camicie a quadroni vanno a ruba.
Si parte con Darkness of the Edge of Gastown, con una grandi schitarrate per far sentire “di che pasta sono fatti” i Japandroids, e si prosegue con No Allegiance to the Queen. I ritmi sostenuti sono una loro prerogativa, Prowse fa sempre un ottimo lavoro operando sui piatti tanto quanto sui tom, e King spesso si libera in momenti quasi Heavy Metal ( Lovers/Strangers). Uno dei pezzi più melodici è Sexual Aerosol, dove il duo esplode in coretti “simpatici” urlando “Things are different now!” quasi a manifestare quanto sia bello ed emozionante urlare in un microfono ciò che si vuole.
Per tutto il disco i suoni della chitarra sono molto simili, c’è la classica distorsione dal forte impatto punk, che deve chiaramente ovviare la mancanza del basso. Già, perché molte volte chitarre troppo distorte possono annoiare (non mene vogliano gli amanti del buon vecchio delay). Ma si sa, in un qualche modo qualche suono che debba suscitare interesse lo si dovrà pur fare, e i Japandroids, grazie a questo ma anche alla loro bravura, riescono a creare atmosfere oscure e quasi riflessive, come in Lucifer Symphony, pezzo chiave dell’album nonché picco massimo raggiunto dai due, intervallando urla, esplosione punk, riff melodici e atmosfere dark.
Il noise-rock e l’influenza di Seattle si fa sentire alla grande in pezzi come “Couture Suicide” e “Coma Contemplacency”, ma da sottolineare è sicuramente la bellissima cover dei Mclusky “To Hell with Good Intentions”, rivisitata in maniera più veloce e lineare rispetto alla versione originale della band gallese.
Tutto il resto è Post Nothing, tutto il resto è un album tra i migliori del 2009, molto più pop e pulito, suonato quasi in modo più semplice, che non va a scavare nel garage più profondo ma che si limita a rimanere a galla tra chitarre molto più orecchiabili e la solita energia. E sentendo No Singles si riesce a capire come abbiano fatto due giovani ragazzi a conquistarel’hype con un solo album.
“Dopo nulla” o “dopo, il nulla”? Ossia, Post Nothing è il seguito di nulla di buono fatto in precedenza (non sembra, ascoltando No Singles) o una sorta di traguardo raggiunto? Ai posteri l’ardua sentenza. A noi rimane solo un duo, di cui con questo album di b-sides abbiamo scoperto le nobili origini, con una grande potenza ed un grande futuro.

Brani Migliori: Darkness of the Edge of Gastown, Lucyfer Symphony, Press Corps, No Allegiance to the Queen

Brani Peggiori: Couture Suicide, Avant Sleepwalk, Lovers/Strangers

Voto: 6,5

Sito: www.japandroids.comSpace: www.myspace.com/japandroids

Artisti simili: Titus Andronicus, No Age, Cymbals Eat Guitars

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3 commenti per “Recensione: Japandroids – No Singles”

  1. Sto giro concordo in toto col buon Anglese…..

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    Pubblicato da Uinsean | giugno 3, 2010, 17:20
  2. io ringrazio la futura utentessa Vic per la bacchettonaggine inflittami

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    Pubblicato da Anglese | giugno 3, 2010, 20:09
  3. phiducia e <3

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    Pubblicato da vic | giugno 3, 2010, 23:32

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