Artista: Crystal Castles
Titolo: Crystal Castles (II)
Anno: 2010
Genere: Electronic, Electro- pop
Lente d’ingrandimento: Finalmente tornano anche i Crystal Castles, band canadese di Toronto composta dalla giovanissima cantante Alice Glass e dal produttore Ethan Kath, dopo l’omonimo e glorioso album d’esordio del 2008, che li proiettò sulla scena elettronica di tutto il mondo.
Il loro sound non è riconducibile al classico sound elettro-francese anni ’90, è più pop e meno spigoloso, molto più morbido e con atmosfere ricche di enfasi grazie alla, a tratti, voce angelica di Alice. Nell’omonimo capitolo del 2008 i due erano riusciti ad unire musica elettronica con sonorità pop, creando capolavori come la paradisiaca Vanished e la violenta Alice Practice (cavallo di battaglia del duo, in cui Alice dimostra tutta la sua grinta), ma anche pezzi estenuanti come Crimewave, Magic Spells e Reckless, dove Ethan crea atmosfere magiche.
Oggi, i Crystal Castles si ripresentano agli ascoltatori con un disco strano, ricco di pezzi che possono benissimo essere trasformati in singoli di successo. Lo stile è sempre quello, un electro-pop molto rotondo, in cui i battiti non sono trafiggenti ma quasi delicati. Il disco alterna momenti veramente stupefacenti ed altrettanto pop quando le basi e la voce di Alice riescono ad unirsi alla perfezione. Il risultato crea suoni ed atmosfere angeliche, come capita in Celestica, sicuramente il pezzo più bello dell’album, in Suffocation e nella psichedelica Year of Silence. Stile “guerriglia” l’inizio di Vietnam, che continua col classico e caratteristico beat, e che succede alla più riflessiva Violent Dreams.
La densità di qualità forse diminuisce verso la fine dell’album, quando le urla sostituiscono basi dalla velocità moderata e dagli effetti molto più ricercati (Pap Smear, Intimate) ma quasi monotoni, quasi a voler dire che la vetta è stata raggiunta, ora c’è la discesa molto meno sofferente.
Dal punto di vista del suono, questo secondo atto è sicuramente registrato meglio del primo, i suoni sono più lucidi e limpidi, e i bassi messi in luce ottimamente.
E’ un bel disco, ricco di episodi emozionanti e senza momenti da “videogioco anni ’80″ (XXZXCUZX Me) che caratterizzavano alcuni angoli del primo album. Potrebbe definirsi il disco della crescita, nonostante Kath non sia un giovincello della musica, oppore il disco del miglioramento, una sorta di passaggio obbligatorio che può portare i Crystal Castles ad essere una delle band simbolo di quell’electro-pop così orecchiabile, che il duo di Toronto riesce a realizzare così bene.
Brani migliori: Celestica, Baptism, Year of Silence, Suffocation, Violent Dreams (riflessiva)
Brani peggiori: Fainting Spells, Doe Deer, Empathy
Voto: 7
Sito: www.crystalcastles.com
Artisti Simili: Klaxons,Kap Bambino,The Radio Dept.


Anglese, aka Caste, non mi trovi d’accordo…mi concedo ancora qualche ascolto poi ti illustro in dettaglio il perchè, magari ci scrivo un post con qualche considerazione spicciola.. :)
rivendico inoltre la paternità dell’espressione “atmosfere da videgioco culto anni 80″ citata nel tuo pezzo!! :D
ahha ok! trala arrivano anche le mail quando uno risponde ad un argomento, cioè spettacolo oh! adesso mi metto una foto
Concordo su Celestica, veramente un gran pezzo. A ruota nella playlist settimanale.
Il resto mi sembra trascurabile, è una accozzaglia mal definita, mi ha spiazzato la voce in alcune canzoni, certe urla unite a dei beat technorave in alcuni brani son proprio inascoltabili….
Non è pienamente il mio genere, però ho notato un gran passo indietro rispetto al primo lavoro…..
HO TROPPO MESSO UN AVATAR PAURA
Lastiano…..
eh per forza sono anglese!
bravi. ciao baci e abbracci by Face to Face Scarface
ciao alberto
Ho visto il video di Celestica…… Pacchianata assurda….
ma piantala ♥
http://www.youtube.com/watch?v=RYg6SPJ8zUA
Eccolo….